Pastasciutta Antifascista:
una giornata di resistenza e libertà

È difficile descrivere nella pienezza delle sue emozioni e del suo significato politico la potenza gentile e rivoluzionaria della giornata del 25 luglio 2026: dalla prima presentazione a Napoli — a Scampia, presso Chikù — del nuovo libro di Francesca Albanese La luce del risveglio. Un manifesto di resistenza e libertà, fino alla tradizionale pastasciutta antifascista promossa da ANPI e Casa Cervi.
Ci proviamo nominando e ringraziando tutte e tutti coloro che l’hanno resa possibile, consapevoli più che mai che il sogno condiviso di costruire un mondo migliore può diventare realtà a partire da atti di resistenza quotidiana, di cura reciproca e di unione ostinata contro la frammentazione e l’isolamento.
Un ringraziamento speciale va all’ANPI Campania e a Casa Cervi, in particolare nelle persone di Franco Broegg, Giovanni Paonessa e Marialuisa Stazio, che quest’anno hanno scelto di coinvolgere Chikù per la tradizionale pastasciutta antifascista del 25 luglio, in occasione dell’83° anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Grazie alla rete del Mediterraneo Antirazzista e di Pangea, che si è messa al servizio con il cuore, la testa, le braccia e tutti gli strumenti a sua disposizione. Perché l’organizzazione è rivoluzione, e per riuscire ad accogliere tutte e tutti in una grande occasione di memoria e convivio c’è bisogno di panche, tavoli, sedie, prolunghe, luci, competenze e di una grande capacità di risolvere i problemi dell’ultimo minuto.
Grazie alla cucina con La KumpaniaEmilia, Rosaria e Rosa ai fornelli — che ha preparato una pastasciutta per trecento persone ormai già diventata leggendaria, utilizzando la pasta solidale della filiera di Economie dal Basso, prodotta in maniera del tutto ecosostenibile. E grazie a tutto lo staff di Chikù, con la super squadra capeggiata da Alessia, Joseph e Andrea.
Un grazie alla libreria indipendente L’Acrobata, con Monica Fraldi supportata da Francesco: un bookshop di riferimento, una libreria itinerante, acrobatica, creativa e unica.
Alla squadra straordinaria di volontari illustri e compagne di avventura, oratrici e scodellatori: Mara Amodio, Antonio Orso (trasformatosi in un faro), Monica Buonananno, Anna e Antonio, e Chiara, che ha trasportato chili e chili di ghiaccio.
Al gruppo comunicazione e documentazione, onnipresente con Rossella Grasso, Mario Civitaquale, Pasquale Frattini, Lorenza Varchetta e Rosa Lo Monte.
Ai musicisti, circondati da un campo da calcio improvvisato dal piccolo Omar e dai suoi compagni: Massimo Mollo, gli A67 e Andrea Tartaglia, che ha fatto notte insieme a noi.
A tutte e tutti gli intervenuti: il giovanissimo Samuele con il suo incipit teatrale dalle stelle, che ribalta lo sguardo e mette sotto accusa la cosiddetta “civiltà degli uomini” che distrugge ogni cosa; Mirella Pignataro, Anna Motta Paciolla, Omar Sulejman, Nives Monda, Nasser e la sua potente testimonianza, Bruno Santoro, Vittorio De Asmundis, Francesca Mignogna con voce e chitarra, Sergio Serraino, Eman Zaidat e il meraviglioso e attento pubblico che, se avessimo avuto più tempo, avrebbe continuato l’assemblea all’infinito.
A Barbara, Biagio ed Emma, il cui dialogo intrecciato alle azioni va avanti incessantemente da 25 anni.
A Francesca Albanese, che ha scritto un libro capace di farsi spazio di incontro, resistenza e lotta. Tra le sue pagine si intrecciano parole importanti, memorie, storie collettive e individuali del popolo palestinese, la precisione del Diritto, la necessità di una giustizia globale per la Palestina e per tutti gli oppressi della terra, il tutto unito a tutto l’amore possibile e alla potenza di un sogno che può farsi realtà.

Celebriamo questa giornata perché insieme ci siamo sentit* bene e più forti, ma restiamo consapevoli che da oggi — e ogni singolo giorno — bisogna continuare la lotta, il dialogo e la contronarrazione. La violenza, i soprusi, la sopraffazione, la cancellazione culturale, la mortificazione, la regressione e l’abolizione dei Diritti ad opera dei nostri governi, così come il genocidio del popolo palestinese, purtroppo proseguono senza sosta.