Metodi e pratiche

Le origini
chi rom e…chi no ha radicato la sua azione nel quartiere di Scampia attraverso interventi culturali, pedagogici e sociali intergenerazionali, lavorando intorno all’idea della città come luogo di condivisione e crescita collettiva, per la costruzione di cittadinanze attive, la riappropriazione di diritti e spazi pubblici, pensando alla periferia come spazio laboratoriale e di apprendimento di cui sono protagonisti gli abitanti: bambine, bambini, adolescenti, giovani, donne, adulti e anziani rom, italiani e stranieri.
L’idea di un intervento culturale, pedagogico e politico di trasformazione degli spazi pubblici di un quartiere considerato ai margini, è stata portata avanti con spirito utopico da un gruppo di giovani studenti che nel 2002, a ridosso dalla faida di camorra e a partire dalla partecipazione al carnevale del Gridas e della sua utopia per le strade, decise di iniziare un percorso di autocostruzione e presa di coscienza con gli abitanti rom di uno dei campi non autorizzati di Via Cupa Perillo, luogo per definizione ai margini dei margini, per la realizzazione di uno spazio autogestito e autofinanziato che diventa il centro di propulsione culturale e sociale, ribaltando la narrazione dominante.
La baracca, chiamata dai più piccoli scola giungla sulla base dell’equivoco generatosi con gli adulti che speravano di potersi liberare dalla scuola ordinaria, è diventata nel tempo spazio pubblico e culturale della città, luogo di incontro, confronto e crescita collettiva, in cui sperimentare e condividere con le comunità rom e non, pratiche pedagogiche, di politica attiva, di disobbedienza civile e organizzata.
La baracca diventa nel tempo luogo di scambio e riflessione, di controinformazione e critica sociale, dove periferia e centro, rom e non rom si incontrano e accanto ai percorsi pedagogico-interculturali e ai laboratori, sviluppano un movimento che inventa modi per prendersi cura e riappropriarsi degli spazi pubblici, per discutere in maniera avanguardistica di superamento dei campi rom e di diritto all’abitare, veri e propri laboratori politici con la partecipazione attiva e critica di tutte e tutti.
Gli interventi di chi rom e chi no partono da una considerazione di base: la consapevolezza che i processi che riguardano persone e territori e che si pongono l’ambiziosa scommessa di agire nella direzione del cambiamento collettivo devono coinvolgere chi vive nei territori interessati dall’azione, a prescindere dalla diversa appartenenza sociale, etnica, culturale.
Questa intuizione è stata sostenuta e portata ininterrottamente avanti nel corso di oltre venti anni con laboratori e processi pedagogico culturali che hanno coinvolto e coinvolgono tre generazioni di persone delle comunità rom e italiane di Scampia e non solo – tra cui il Carnevale, Arrevuoto Teatro e Pedagogia, il Mediterraneo Antirazzista.
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di chi rom e…chi no
Un libro di Giovanna Pignataro con illustrazioni di Tiziano Squillace – Edizioni Marotta&Cafiero | musiche di ‘O Rom
